Fra alcune settimane la Svizzera dovrà decidere se mettere in atto la revisione parziale della legge sulle armi oppure no.

Gli oppositori della nuova legge sulle armi proclamano l’importanza di salvaguardare la centenaria tradizione svizzera del tiro, siccome essa, per i cittadini, rappresenta la libertà. Ma è davvero così?

Oggi viviamo nel 21esimo secolo, ed essere liberi non significa più impugnare balestre e alabarde per andare a fare una guerra con dei vicini aggressivi. Oggi, il termine libertà ha un altro significato; farsi una propria idea della vita e potersi muovere indipendentemente e in sicurezza. L’accordo di Schengen, a cui anche la Svizzera ha deciso democraticamente di aderire 14 anni fa, ha contribuito enormemente a questo scopo. Le nostre autorità di polizia sono attive con una stretta cooperazione con i colleghi degli Stati vicini per garantire un ottimo livello di sicurezza mentre noi ci possiamo muovere liberamente in Europa. Un no il 19 maggio non ci renderebbe più liberi, anzi, proprio il contrario: la Svizzera sarebbe infatti esclusa dall’accordo di Schengen. Noi pensiamo che questa sia un’ottima ragione per votare Sì il 19 maggio.

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