A maggio, le cittadine e i cittadini svizzeri dovranno recarsi alle urne per esprimersi su una revisione della nostra legge sulle armi. Una legge che, in concordanza con gli Stati europei membri di Schengen, è stata leggermente inasprita. In futuro, le parti essenziali delle armi  da fuoco semiautomatiche dovranno essere contrassegnate, e saranno quindi più facilmente rintracciabili.

Inoltre, chi avesse intenzione di sparare con armi di questo tipo, dovrà dimostrare di essere membro di una società di tiro o di praticare regolarmente il tiro sportivo. Tutto ciò rende la Svizzera più sicura? Leggermente, va sottolineato però che non è tutto. Infatti, un no il 19 maggio porterebbe alla rescissione degli accordi di Schengen e Dublino. L’adesione a Schengen permette alla polizia Svizzera di accedere al Sistema d’informazione Schengen (SIS II), una banca dati immensa volta alla cooperazione in ambito europeo nella ricerca di persone e oggetti. Il SIS II permette anche di ricercare in breve tempo se una determinata persona sia soggetta ad un divieto d’entrata emesso da parte di un altro Stato Schengen. Le autorità di sicurezza svizzere hanno potuto ottenere 19’000 risultati positivi nel SIS II nell’arco del 2018, più di 50 al giorno! Questo rende il nostro Paese decisamente più sicuro. E per questo sosteniamo un SÌ alla legge sulle armi e a Schengen il 19 maggio.

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